La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

Autore  Brian Selznick

Editore : Mondadori


Un racconto che coinvolge e incuriosisce, fatto di una storia magica e misteriosa, ma anche di immagini, fantasie, che ti spinge a girare le pagine ad osservare i disegni per capire, ma anche per immedesimarsi, per vedere bene “come al cinema”, che cosa sta succedendo.. All’inizio un po’ confusamente, ma poi tutto il mistero si chiarisce e piano piano i vari segreti descritti iniziano ad avere un senso.
Hugo Cabret, il protagonista, vive sopra la sala d’attesa di una stazione parigina. Ogni giorno regola gli orologi della stazione, ma appena può si preoccupa riparare l’uomo meccanico a cui suo padre si è dedicato prima di morire. Passa molto tempo da solo e si fida pochissimo degli altri e per riuscire nel suo intento di far funzionare quello strano oggetto, è disposto persino a rubare. Ha paura degli altri e non si fida, a testa bassa lavora.. Almeno finché Isabelle non lo costringe a svelare qualcuno dei suoi segreti.
La Parigi di Hugo è cosi bella e misteriosa che viene voglia di tuffarsi dentro al libro per essere lì e le figure aiutano in questo. Il testo è concepito come un alternarsi di narrazione molto dialogica e concisa, con descrizioni di tipo essenzialmente visivo e immagini a carboncino stile fotogramma, che raccontano, senza parole, le azioni che si svolgono velocemente. Ne viene fuori un piccolo cinema cartaceo e non a caso proprio di cinema si parla in questa storia, con una passione che si manifesta in una forma che colpisce subito chi legge. Quello che si nota è un interesse grande dell’autore di raccontare la vita e i sentimenti insieme, di dipingere tutte le sfaccettature dell’animo umano e a farle convivere in una storia che vuole farci amare la vita così com’è, piena di dolori e ingiustizie. Hugo lavora per un signore, che gli ha preso un taccuino con informazioni per lui preziose. Per lui ripara i giocattoli e sente che anche l’uomo è come un gioco rotto: ha perso il suo scopo nel meccanismo della vita e non può più vivere felice, né amare davvero. E proprio Hugo, sfruttando la sua passione riuscirà a guarire le sue ferite e quelle di colui che lo osserva ridare vita ai giocattoli del suo negozio.

Da questa meravigliosa storia è stato anche fatto da Martin Scorsese un film, che dalle recensioni viste, sembra rendere bene l'ambiente e l'atmosfera di suspance propria dell'opera.


Ho ascoltato la lettura di questo libro in una libreria poi l’ho preso in biblioteca.. L’ho letto tutto d’un fiato, con molto entusiasmo e quando l’ho rivisto in libreria non ho resistito a riaprirlo, per calarmi in quella magia! E ancora una volta mi sono detta: l’animo ha bisogno di sognare, sperare e allontanarsi dl reale per vivere di fantasie…
Un messaggio importante mi è rimasto...
"Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo"